Acri-Pan DSC_0001 DSC_0006 _MG_1649 cccc

Lato sinistro rispetto al portone d'ingressoAutore: Giuseppe Scerbo da Polistena ( Reggio Calabria ) (1844-1902 ) Materiale di costruzione: marmo. Ubicazione: Il palazzo sorge in Piazza Azzinnari. Periodo di costruzione: Molto probabilmente è stato costruito nel 1500 Notizie storiche: La famiglia Civitate venne ad Acri intorno al 1400 e dava lustro all’antica e forte città osco-bruzio-ellenica e poi romana, quale un tempo era Acri. I Civitate ressero o influenzarono in maniera determinante le sorti dei feudi nei quali avevano la baronia. Le condizioni furono sempre di grande prestigio ma la sorte non fu propizia verso quest’illustre famiglia; infatti, nella prima metà del 1700, Caggiarola vicino allo spigolo destrola famiglia Civitate sparì dall’antica nobiltà acrese, si estinse a causa di una tragedia brigantesca nella quale perirono i loro tre figli: Nicola Maria, Pietr’Antonio e Pietro Paolo Civitate; questi furono rapiti e successivamente uccisi da Nicola Renni, Domenico e Isidoro Palazzi. Questi tre briganti furono condannati e, dopo la loro morte, furono decapitati; le loro teste furono messe nelle “caggiarole”, sotto la gronda di Palazzo Civitate. Nel racconto popolare la causa del sequestro dei tre ragazzi Civitate va ricercata nella vendetta che i briganti volevano perpetrare nei confronti della nobile famiglia: perciò, rapirono i tre giovani e, mentre uno di essi fu ucciso, gli altri due infelici fratelli, dopo essere stati liberati, morirono per le sevizie sofferte. Il popolo acrese ricorda il triste avvenimento ed i nomi dei tre briganti in un suo canto popolare, che suona così:

“Persi la fami sua Nicola Renni,

Duminicu Palazzu ccu’ Sidoru;

cà ‘na Signura ccu’ modi e ccu’ ‘ngegnu

fici mintar’ i capu ‘ncaggiarola...”

Caggiarola centrale sotto la gronda.Questa quartina tradotta in italiano significa che i tre briganti persero la vita perchè la madre dei giovani si impegnò con tutte le sue forze per farli arrestare; dopo averne ottenuto la condanna a morte, fece mettere le loro teste nelle caggiarole Lo stemma della famiglia Civitate è quadripartito: sopra vi è un castello con una bandiera, un lambello (pezza formata da una fascia scorciata, Caggiarola vicino allo spigolo sinistro con pendenti in numero da uno a sette, sempre posta orizzontalmente in capo) sormontato da tre stelle; sotto, il sole in campo azzurro e due leoni di fronte, sopra altro lambello in  rosso. Materiale di costruzione: fu costruito con malta comune, pietre e laterizi. Interventi ristrutturativi: Il pianterreno del palazzo è stato rifatto senza rispettare la struttura originaria (secondo noi, è stato prodotto uno scempio).