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Giorno 28 novembre 1984 Giorno 28 novembre 1984 alle ore 5 circa ad Acri (cittadina situata ai piedi della Sila quasi priva di pianura)- dopo tanti capolavori di ingegneria!!! :copertura del fiume Calamo, di ruscelli e ruscelletti, eseguiti in gran parte con gli operai specializzati della ex "Opera Valorizzazione Sila"- i nostri ex amministratori sono riusciti a fare allagare la zona Ronzo, oggi nota come via Paolo Borsellino. Naturalmente la gran parte degli amministratori che si sono succeduti nel tempo non hanno imparato la lezione: hanno continuato a buttare cemento coprendo rigagnoli e, addirittura, hanno permesso che vi si costruissero sopra fabbricati: "la natura deve essere rispettala altrimenti si vendica"!Costruzioni a ridosso del ruscello. N. B. Non ci sono state vittime perché l’allagamento è avvenuto poco prima delle cinque del mattino quando solo poche persone si trovavano fuori per recarsi al lavoro con il pullman delle cinque; l’acqua è salita rapidamente per circa due metri fino al cedimento della grata in muratura con aperture a scacchiera tappate da detriti che facevano da diga (Il tutto è durato, per fortuna, non più di un 15 minuti).

Ricordi indimenticabili: Il giorno 28 novembre alle 4.30 del mattino mi alzai e preparai il latte per mio figlio di 2 mesi, lo diedi a mia moglie, mi avvicinai al balcone e vidi l’acqua che passava velocemente sotto la mia auto parcheggiata davanti al portone di casa; decisi di andare a spostarla dal lato opposto dell’ingresso che risultava rialzato di circa tre metri. Mi infilai i pantaloni, scesi e non appena aperta la porta, l’acqua già mi arrivava alla cintura e non riuscivo più a chiuderla. Per fortuna il sig. Plebiscito che abitava al piano terra ed era appena tornato indietro decidendo di rinunciare di recarsi al lavoro con il pullman delle cinque, sentendo le mie grida per cercare di allertare gli altri abitanti del fabbricato, uscì dal suo appartamento e mi aiutò a chiudere la porta. Subito dopo scesero i Sig.ri Siciliano e Serbidio e insieme portammo le figlie del Sig. Plebiscito e gli oggetti trasportabili al piano superiore. Dopo aver portato su i primi due cassetti dell’armadio, qualcuno si è accorto che il livello dell’acqua era cominciato a calare. In effetti il muro di blocchi, che chiudeva l’ingresso del fiume coperto (tombato)Griglia causa dell'allagamento del 1984. con delle aperture a scacchiera di circa 20x20 cm l’una, sotto la spinta dell’acqua aveva ceduto risparmiando parecchi disastri. La colpa di quanto è accaduto a chi bisogna addebitarla? Agli operai che hanno eseguito il lavoro di riduzione dell’entrata dell’acqua?! Al progettista (supponendo che sia stato fatto un progetto)?! Agli organi preposti alla salvaguardia del territorio?! È inutile precisare che, nonostante le telefonate fatte dalle famiglie Siciliano e Servidio, i soccorsi non sono arrivati, solo verso le 7,30 delle persone guardavano incuriosite dal muretto, dove attualmente c’è il fabbricato del “Dolce mondo”, ma si sono guardate bene di correre il rischio di sporcarsi le scarpe di fango.

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